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Giustizia Referendum per la democraziaDa Alleanza Cattolica

Pillola n° 1

La differenza tra i due tipi di referendum, confermativo e abrogrativo, che esistono nel nostro sistema legislativo, nonché la portata, l’importanza e gli effetti di questo particolare strumento legislativo

di Stefania Ragaglia

Caro elettore,
Come è noto, nelle date del 22 e 23 marzo prossimi saremo chiamati alle urne per votare il referendum sulla “riforma della giustizia”.

Per prima cosa, però, va ricordato che nella nostra costituzione sono disciplinati due tipi di referendum: uno, cosiddetto “abrogativo”, indicato all’art. 75 della nostra Carta Costituzionale e un altro, detto “confermativo”, disciplinato dall’art. 138 della stessa Costituzione.

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Pillola n° 2: UNA RIFORMA FASCISTA?

La riforma Nordio della Giustizia sarebbe, come dicono i Comitati del “No”, una riforma di stampo fascista? A risalire al 1941 è, in realtà, proprio l’ordinamento opportunamente riformato

di Stefania Ragaglia

Caro Elettore,

Ti scrivo perché sento da più parti che la Riforma della Giustizia, presto oggetto di Referendum confermativo, precisamente nelle date del 22 e 23 marzo, sarebbe una riforma di stampo “fascista”.

Trovo veramente singolare tale accusa, anche perché, se si vuole legittimamente — nell’agone politico democratico — smontare, confutare, criticare una qualsiasi azione governativa o, una normativa, basterebbe utilizzare le armi del diritto e delle confutazioni poggiate su argomentazioni solide, almeno da un punto di vista concreto e fattuale. Infangare una legge costituzionale sbandierando lo spauracchio — onnipresente da quasi 5 anni — del pericolo fascista è davvero sterile.

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Pillola n° 3: NON È NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA!

La Riforma Costituzionale, sottoposta al Referendum del 22 e 23 marzo prossimi, non è né di destra né di sinistra. Le norme contenute nel testo di Legge sono ispirate a principi che non hanno alcun colore politico, sono universali e scaturiscono dall’esigenza di dare piena applicazione alle norme che reggono il cosiddetto “sistema accusatorio”. Motivo per cui da destra a sinistra la riforma trova ampia approvazione

di Stefania Ragaglia

Caro Elettore,

Da quando è stata approvata in Parlamento la Riforma Costituzionale oggetto del prossimo Referendum confermativo si sente con insistenza la Presidente del PD (oltre che una buona fetta di magistrati appartenenti alle correnti “di sinistra”) incitare i propri elettori a votare “no”, cercando di creare tifoserie da stadio su un terreno che dovrebbe restare oggetto solamente di disquisizioni tecniche e di mera opportunità giuridica.

Specifico che il referendum confermativo (di cui abbiamo parlato nella prima “pillola”) non ha mai rappresentato, per un governo che abbia proposto riforme costituzionali, un possibile pericolo per la tenuta dello stesso.

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Pillola n° 4: PERCHÉ IL SORTEGGIO È GARANZIA DI IMPARZIALITÀ

In modo malizioso da mesi viene narrata la inutilità del sorteggio, la presunta mancanza di rigore rispetto al curriculum del sorteggiato, la non rappresentatività della categoria da chi verrebbe “indebitamente” estratto, la scarsa competenza e altre inutili fandonie volte a infangare l’unico metodo che può creare realmente uguaglianza nell’assetto dell’organo di autogoverno dei magistrati

di Stefania Ragaglia

Caro Elettore,

In questa pillola parleremo del metodo — contestatissimo da larga parte della magistratura — del sorteggio come solo e unico modo per arrivare a presiedere le adunanze dell’organo di autogoverno della magistratura, il CSM.
Oggi i singoli magistrati (sebbene non tutti, perché teoricamente non è obbligatorio iscriversi ad alcuna corrente) appartengono alle varie “correnti”, che dobbiamo immaginare come espressione politica di singoli partiti. Ci sono correnti più legate ai principi di sinistra, destra o centro. Le più ‘famose’ sono Magistratura Democratica (sinistra), Unità per la Costituzione (centro) e Magistratura Indipendente (destra). Tutte le correnti sono raggruppate in un grande organismo chiamato Associazione Nazionale dei Magistrati (nota con l’acronimo di ANM) che si configura come una sorta di “sindacato” dei magistrati e dentro il quale le correnti sono nate e si sono consolidate negli anni Sessanta.

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