Domenico Bonvegna

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ATTENZIONE A NON DIVENTARE OSTAGGIO DEI PRO PALIn un post su facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni si è lamentata con il governo israeliano per il trattamento concesso ai nostri flottigli. Sappiamo bene che lei ha un ruolo istituzionale che deve rispettare, però deve sapere che la maggioranza degli italiani o almeno quelli che l’abbiamo votata si è stancata di queste sinistre figure e che non sono per niente d’accordo con il post che ha scritto, anche se continueremo a votarla. Sulla questione delle navi verso Gaza bisogna smetterla di essere ingenui. La narrazione è sempre la stessa, da una parte i "buoni" sulla barca, dall’altra i "cattivi" in divisa. Ma la realtà è molto diversa.

Queste flottiglie non sono missioni umanitarie, sono operazioni di marketing politico. Se l'obiettivo fosse davvero portare aiuti, si userebbero le vie di terra che sono più sicure e veloci. Invece si sceglie il mare perché il mare offre il palcoscenico perfetto. Il punto non è arrivare a Gaza, ma farsi fermare dai soldati israeliani. È tutto un copione, serve lo scontro, serve la foto dell'attivista fermato, serve il parlamentare che urla davanti alle telecamere senza essersi fatto nulla. Si chiama esibizionismo morale. Si usa la sofferenza della gente per produrre immagini, indignazione e propaganda.

​Per la terza o quarta volta in pochi mesi, ormai abbiamo perso il conto, “ci troviamo nel pieno di una isteria politico-mediatica per la Global Sumud Flotilla. Nonostante siano coinvolti attivisti di una quarantina di nazionalità, negli altri Paesi le sue disavventure stentano a fare notizia. Eppure, in Italia occupano aperture e intere paginate dei giornali e i blocchi dei talk tv. E solo nel nostro Paese e in pochi altri sono ormai diventate un affare di stato, a tal punto da non rientrare nei normali canali diplomatici riservati ma da richiedere dichiarazioni pubbliche di premier, ministri e persino del presidente della Repubblica – nonché, come ricorderete, due fregate di scorta (ancora non sappiamo per affrontare quale minaccia)”. (Federico Punzi, Isteria Flotilla, governo Meloni ostaggio dei pro-Hamas, 22.5.26, atlanticoquotidiano) Non so se il nostro governo è diventato succube della narrazione Pro-pal, come scrive Punzi, per ottenere qualche vantaggio in termini di consenso interno. Certamente, se è così, quello che “otterrà è farsi dettare la politica estera dalle opposizioni e mobilitare l’elettorato di sinistra”. Non poteva quindi che finire nella trappola delle opposte pagliacciate, dei flotilleros da una parte e di Itamar Ben-Gvir dall’altra. In cerca di visibilità in vista delle elezioni del prossimo autunno, il ministro israeliano ha regalato ai flotilleros e a tutti i nemici di Israele in Occidente l’incidente che stavano cercando, il video perfetto per la loro propaganda”. E’ evidente a tutti, il danno inferto da Ben-Gvir al suo Paese, come hanno sottolineato gli altri esponenti del governo israeliano. Non so se il vero problema è Netanyahu, come scrive Riccardo Cascioli, su lanuovabussola. Tuttavia,la reazione dei nostri vertici istituzionali è stata eccessiva, nei toni e nel merito”. Bene nel condannare il gesto del ministro Hooligan, tutt’altra storia è ciò che abbiamo sentito e letto in queste ore. Eccessive e inopportune le reazioni dei ministri Crosetto e Tajani e soprattutto di Mattarella. “Evocare violazioni dei diritti umani, rapimenti, deportazione e torture senza più che solide prove, ma solo sulla base dei resoconti dei flotilleros (gente che sostiene la “resistenza” di Hamas e inneggia all’Intifada globale), significa designare Israele come uno Stato non democratico e criminale”. Non possiamo credere al racconto del deputato 5 Stelle, senza aver nessun riscontro. Paragonare Israele alle peggiori dittature è assurdo. Allora dai ragione alle sinistre, che incitano, a prendersela con Israele in quanto tale. Comunque sia, Israele ha tutto il diritto di fare il blocco navale e chi cerca di violarlo, fa un atto di guerra. E poi questa Flotilla, fa notare Punzi, è partita non dall’Europa ma dalla Turchia, “il sospetto delle autorità israeliane che sulle imbarcazioni non si trovassero solo attivisti animati da buone intenzioni, ma anche soggetti legati ad Hamas e ai Fratelli Musulmani, o comunque pericolosi, come nel caso della Mavi Marmara, era fondato”.

Ormai lo hanno capito anche i bambini che l’unico scopo della Flotilla

per Gaza non ha nulla di umanitario, “il suo unico scopo è provocare incidenti diplomatici al fine di trascinare l’Europa, e l’Italia, su una linea radicalmente anti-israeliana, fino alla rottura dei rapporti Ue-Israele. Il che, consapevolmente o meno, significa fare il gioco di Hamas”. I nostri connazionali coinvolti vanno tutelati, certo, ma la nostra politica estera non può essere ostaggio di chi ripetutamente e deliberatamente mette a rischio la propria incolumità con il proposito di creare incidenti con un Paese amico.

Torino, 22 maggio 2026

S. Rita da Cascia.                  a cura di DOMENICO BONVEGNA