Domenico Bonvegna

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toto ma mi faccia il piacereIl tal Sorrentino, regista rinomato, la settimana scorsa durante la cerimonia per i 150 anni della Siae, è stato ricevuto al Quirinale dal Presidente Mattarella, assieme ad altri numerosi artisti nel panorama musicale e cinematografico italiano e prendendo la parola, ha esclamato con enfasi e prosopopea vomerina: “Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, Presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri”.

Attenzione, gli altri, siamo noi che non abbiamo votato il Pd o a sinistra. Quegli altri che rendono il mondo meno bello e più triste. Gli altri diversi, gli altri inferiori, gli altri inutili, gli altri da eliminare. La battuta, e non poteva essere altrimenti, visto il contesto, ha strappato l’applauso degli astanti e un sorriso a mezza bocca dell’inquilino del Quirinale, non si sa se compiaciuto o imbarazzato”. Anche perché, “Il regista napoletano quelle cose le pensa veramente e le pensa veramente perché è questo il tipico tic della Sinistra impegnata, che è passata dalla superiorità morale al disprezzo umanitario condito dalla grammatica dei buoni sentimenti verso il potente di turno”. (Andrea Zambrano, Il disprezzo per gli altri di Sorrentino, adulatore alla corte di un “papa laico”, 16.5.26, lanuovabussola.it) Ah il Presidente della Repubblica, da qualche anno a questa parte sta diventando sempre più un papa laico: esaltato da artisti, sportivi, politici, da tutta quella pletora di persone dalla parte giusta che lo venerano. La frase del regista rivela il disprezzo e il settarismo della sinistra che sta dietro la cinepresa. La Sinistra accogliente e inclusiva, che tradisce il razzismo di fondo dall'alto della sua selezione naturale. A questo punto, verrebbe da rispondere al regista “che se non ci fossero “gli altri”, cioè la gente “che al botteghino fa la fila per i suoi film, anche lui vivrebbe momenti meno gioiosi, soprattutto quando arrivano le bollette da pagare. E che se c’è qualcuno che deve ringraziare il popolo che paga di tasca sua concerti, spettacoli, cinema e canzoni, questi sono proprio gli artisti o presunti tali soggetti alla Siae, potente macchina da soldi dell’intrattenimento d’autore”. Nel tal Sorrentino mi sembra di vedere il concetto paternalistico di altri personaggi di sinistra. Sempre la stessa alterigia, la stessa spocchia aristocratica, la stessa presunzione. E la stessa, ambizione di essere dalla parte giusta del mondo, quella più in alto e al riparo da critiche, incomprensioni, spesso ingiustizie contro le quali l’artista, se fosse tale dovrebbe scagliarsi con indignazione e perfida sagacia. C’è solo un disprezzo verso chi non è come te. Concludo con una riflessione che riprendo dal profilo di un amico. Sorrentino è quello che ha firmato il film “La grazia”, uno spot patinato dell'eutanasia, che apparecchia la propaganda per l'eutanasia. Il regista non è che il portavoce di un ambiente tossico che si è appropriato di ogni megafono mediatico e culturale. Arte e artisti, giornalisti e saltimbanchi vari, il "noi" del circoletto a servizio di eutanasia, aborto, utero in affitto, matrimoni egalitari, gender, cambiamento di sesso ed educazione sessuale per i minori, e altri abomini in arrivo. Tutta roba che, nel nome della tolleranza e dell'inclusività, della libertà per gli oppressi, della lotta ai genocidi e bla bla bla, discrimina, zittisce, emargina, irride e, purtroppo, elimina "gli altri".

Torino, 19 maggio 2026

S. Celestino V Papa                          DOMENICO BONVEGNA