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Da il Foglio, 5 maggio 2009
Al direttore - Quello che non si capisce è perché la stessa parte politica, e la stessa cultura, che ha sempre considerato il divorzio come una conquista di civiltà e un chiaro segno di emancipazione sociale, per uomini e donne abbrutiti dal matrimonio, oggi voglia a tutti i costi far passare quello di Berlusconi come una immane tragedia personale e un evidente indicatore di malversazioni annidate fin nelle mura domestiche.
Raffaele Pastore, via Web