Guidareferendum

"Beffa" e "amarezza" alle famiglie con un figlio autistico dalla "politica"

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paul-mariachiara Comunicato stampa

Quando la politica smette di essere un servizio e aggiunge “beffa” e “amarezza” alle famiglie con un figlio autistico.
E’ di queste ore la notizia che qualche politico, di lungo e breve corso, mette in discussione le neonate Linee Guida per l’autismo. C
he le Linee Guida abbiano bisogno di continuo aggiornamento e di continua verifica è un bene purché rimanga fermo quanto di scientifico è stato ormai acquisito, in maniera indiscutibile, dall’approccio comportamentale.
Davanti alle perplessità di alcuni “nostri” politici rimangono forti due sospetti:

1 - che la verifica di un così importante documento – magari per innominati interessi economici e di lobby – porti più ad un atteggiamento “destruens” piuttosto che valorizzante e costruttivo;
2 - che ogni ritardo vada a pesare, ancora una volta, in maniera vergognosa, sulle spalle delle famiglie. Famiglie già provate oltre misura e non supportate a 360 gradi. Né dalla sanità, né dagli enti locali, né dalla scuola, né da coloro che siedono in Parlamento.

Consigliamo vivamente ai “nostri” politici di passare 15 giorni – solo 15 giorni – con una delle famiglie che hanno un figlio autistico. Ogni proposta successiva ai 15 giorni potrà essere gradita.

www.progettoautismo.it
 

La Chiesa paga l’ICI: chiarimenti sulla nuova leggenda nera

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Nel 1992 lo Stato italiano (governo Amato) istituì l’ICI, Imposta Comunale sugli Immobili, legge che ingiustamente penalizzava la famiglia, quindi contraria, oltre che alla proprietà, al principio di sussidiarietà della dottrina sociale della Chiesa (nonché del distributismo), e atta unicamente a fare cassa. Essa venne in seguito ritenuta vitale dai comuni (chissà come facevano i comuni a sopravvivere prima dell’ICI) e abolita dall’ultimo governo Berlusconi nel 2008. La suddetta legge, con decreto legislativo n. 504/1992, prevedeva delle esenzioni: hanno riguardato tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”. Quindi tutte le opere senza fini di lucro: luoghi di culto, anche di altre religioni, associazioni laiche, onlus, patronati, realtà politiche (i partiti non hanno mai pagato l’imposta) e sindacali. Sulla scorta di ciò, il movimento politico dei cosiddetti Radicali (che spende più di 10 milioni di euro dello Stato l’anno per finanziare la propria radio) ha dato il via ad un’incalzante campagna denigratoria nei confronti della Chiesa cattolica sul fatto che l’ICI non verrebbe pagato.

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Fermare il declino dell'Occidente

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egtRiccardo Cascioli

“Il mondo di ieri è finito, c’è un grande cambiamento epocale in corso, con un trasferimento di potere e di ricchezza fuori dall’Occidente che per decenni ha governato il mondo. L’Occidente rischia di scomparire, deve reagire formando una grande area economica comune tra Europa e Stati Uniti. Ma concentrarsi sul debito è un grave errore”. Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior (Istituto di opere religiose, la Banca vaticana) e studioso di economia ha le idee chiare su quanto sta avvenendo, sulla crisi economica in corso e su come uscirne. Nella sua casa, nel centro di Piacenza, contornati da quadri antichi (“Il più recente è del ‘600”, dice scherzando sulla sua passione per la cultura classica) e da un arredamento semplice ma che sa di storia, ben si comprende che i giudizi sull’attualità vengono da una sapienza che affonda le radici nei secoli.

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L’UNIONE EUROPEA COME L’UNIONE SOVIETICA

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euccp In occasione della manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara al Teatro Manzoni di Milano il 12 novembre scorso, trovandomi a tu per tu con un noto giornalista corrispondente de La7, purtroppo non ricordo il nome, gli suggerivo di scrivere nel suo probabile servizio giornalistico che l’Unione Europea ormai assomiglia alla bieca Unione Sovietica. E proprio in queste settimane la mia convinzione si è  rafforzata, soprattutto dopo aver letto un brillante fondo di Antonio Socci del 15 gennaio scorso sul quotidiano Libero che mi sembra molto utile presentare ampi stralci ai miei lettori. Gli italiani, secondo Socci, da sempre fortemente europeisti, ora dopo la guerra finanziaria nei confronti dell’Italia, hanno perso la fiducia nell’Europa. “Hanno accettato di fare sacrifici per entrare nella moneta unica, hanno accettato perfino di farsi spennare da un cambio lira/euro estremamente penalizzante e poi hanno subito – senza fiatare – il sostanziale raddoppio di tutti i prezzi con l’inizio dell’euro (un impoverimento di massa).

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