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Un altro "cattolico" delirante

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ma-mi-faccia-il-piacere.jpgLeggiamo su Agenzia Parlamentare qui : "Chi di promesse vive, disperato muore. La proposta di Monti di tassare gli immobili della Chiesa cattolica ad uso totalmente o prevalentemente commerciale è purtroppo rimasta solo un annuncio. Infatti, almeno nella bozza che circola del provvedimento sul Fisco, non ce ne è traccia. Da cattolico sono molto deluso e amareggiato per questo modo di governare. La norma per far pagare l'Ici anche alla Chiesa avrebbe permesso almeno due cose: di abbassare le tasse a beneficio dei cittadini e di chiudere la procedura d'infrazione della Ue contro il nostro Paese... "

Un commento non solo delirante e contro ragione e contro realtà, ma anche non cattolico. Si vede che la malattia di Adriano Celentano è più diffusa di quel che si pensa.
La Chiesa Cattolica Italiana - perché di questa stiamo parlando - ha sempre pagato l'ICI secondo legge. L'elenco delle testimonianze dirette che abbiamo e indirette tramite l'Avvenire, non sono difesa di ufficio ma solo evidenza dei fatti. Che poi nella Chiesa Italiana ci sia qualcuno che fa il furbetto, come detto giustamente dal Card. Bagnasco, è giusto che paghi e che sia punito.
Per cui ci chiediamo come può un politico, di qualunque schieramento, dire castronerie simili evidentemente sbugiardate.
Questa non è politica ma discultura che promuove il populismo da bar e l'ignoranza. Solletica le parti rabbiose del popolo e non lo eleva alla coscienza critica e politica.
Come può uno definirsi cattolico quando non conosce le situazioni reali della sua casa e anzi con opportunismo politico tenta di infangare la sua chiesa?
Che dire, come minimo, un altro politico che si dichiara cattolico, che sta nel delirio.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 08:57

 

RAI: NULLA E' DOVUTO PER MERO POSSESSO COMPUTER, TABLET E SMARTPHONE

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La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.

La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più' televisori. Cio' quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.

Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore.

© Ufficio Stampa RAI -  21 febbraio 2012 http://www.ufficiostampa.rai.it/img/logorai.png
 

Canone speciale RAI - termini non chiari dell'imposta

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cieca "Qualcuno fa finta di non saper leggere: con "adattabili" si intendono quegli apparecchi che possono ricevere le onde radio-televisive e, tecnicamente parlando, anche collegandosi alla sezione "dirette" del sito della RAI, non si sta captando alcun segnale radio-televisivo.
Altra cosa sarebbe se il pc fosse dotato di un radioricevitore (acquistabile separatamente - scheda tv, ecc)
Nel 1938 non si prevedeva di certo l'attuale possibilità di ricevere le trasmissioni via Internet, pertanto il regio decreto si limita a contemplare quanto possibile a quei tempi.
L'azione della RAI è drammaticamente e palesemente vessatoria." (dal forum di ZEUS).
Quindi il canone speciale può solo contemplare alberghi, attività, negozi che hanno un televisore o un PC con scheda tv.
Se questo non viene detto chiaramente, chi ha responsabilità di governo dovrebbe denunciare l'azienda per pubblicità ingannevole e per abuso di posizione, ostacolando la libera concorrenza che di fatto non esiste.
La RAI, con la scusa che ci sono questioni più importanti sul piatto del governo e che stiamo in periodo di tasse, approfitta della situazione per usare un comportamento vessatorio nei confronti dei cittadini.
Doppia ingiustizia: richiedere quanto non è dovuto (o comunque richiederlo male) e richiederlo in periodo di crisi.
Ecco perché occorre che il governo faccia chiarezza e riscriva totalmente le regole dell'imposta RAI - che indebitamente chiamiamo canone. Ma anche le regole della liberalizzazione del mercato televisivo.

Per informazioni sulle contraddizioni del canone RAI si vada qui http://tlc.aduc.it/rai/

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Febbraio 2012 08:05

 

Chiamare le cose con il proprio nome

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Su segnalazione Facebook di Assuntina Morresi

Oggi nella rubrica delle lettere di Avvenire c'è un intervento che vale la pena far girare. Una volta tanto, una protesta al "compagno" Napolitano - il vero leader della sinistra in Italia, momentaneamente Presidente della Repubblica. Il quale compagno avrebbe detto, in occasione del ricordo delle foibe, che queste stragi erano dovute a "derive nazionalistiche europee". Roba da far scompisciare dal ridere. A buttare nelle foibe tanti morti, insieme pure a vivi, erano i comunisti di Tito, con l'appoggio di quelli italiani. Questa è la storia, che il compagno Napolitano oramai può permettersi impunito di trasformare a suo piacimento. Fra poco ci diranno che i lager sovietici non sono mai esistiti, ma erano particolari villaggi turistici in cui era alta la mortalità per il freddo e incidenti sportivi. Di seguito la lettera su Avvenire, vale la pena farla girare.

Caro direttore, come profugo istriano sono rimasto colpito dal messaggio del presidente Napolitano: gli eccidi e l'esodo sono stati causati dalle derive nazionalistiche europee. Ero bambino, all'epoca, ma me la sento di dichiarare che gli eccidi e l'esodo sono stati causati dalle ideologie: a finire nelle foibe è stata particolarmente la borghesia, vittima del comunismo più deteriore. A Pola, a Fiume, a Gorizia, a Zara, a Trieste vennero deportati dai comunisti titini anche membri del Comitato Nazionale di liberazione, colpevoli solo di avere altre ideologie; e i titini sono stati aiutati in questo da comunisti italiani, che credevano nel "paradiso" sovietico. A Genova, la sindaco Vincenzi ha sostenuto che le foibe sono state solo una reazione al fascismo, ma si è guardata bene dallo spiegare perchè nelle foibe sono finiti tanti antifascisti o perchè, malgrado a Pola su 34.000 abitanti ci fossero ben 6.000 cittadini inseriti nei gruppi combattenti partigiani, solo 2.000 persone nel 1947 abbiano deciso di optare per la cittadinanza jugoslava....Gli anni passano e i ricordi si affievoliscono, ma ancora oggi ricordo le scazzottate quotidiane coi "compagni" di scuola che non accettavano di avere come compagno di classe un "fascista" fuggito dal paradiso di Tito. La sindaco di Genova perchè non prova a confrontarsi con un suo predecessore, anche lui di sincera fede democratica, ma come me esule da Pola? Sansa ha vissuto l'esodo sulla sua pelle e non è un negazionista, anzi.... Infine, una preghiera: in Italia ci sono ancora Comuni che hanno una via o una piazza intitolata a Tito, il grande infoibatore. Se qualche sindaco avesse lasciato una piazza intestata a Mussolini, a quest'ora lo avrebbero linciato. Non dico di fare altrettanto con loro, ma non esiste un limite alla decenza? Norberto Ferretti


© www.avvenire.it

Fonte: facebook
 

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